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Giornata Mondiale dell'Orgasmo: il punto di vista psicologico

Tutti parlano di sesso liberamente, ma pochi lo vivono con altrettanta serenità. Ciò significa che c’è una grande differenza tra il parlare di sesso e il fare sesso. In occasione della Giornata Mondiale dell’Orgasmo, facciamo un po’ di chiarezza su questo fenomeno.

L’orgasmo: argomento tabù

L’orgasmo è un argomento che ancora oggi, nel 2020, genera imbarazzo e vergogna, sia negli uomini che nelle donne. L’argomento è così proibito che persiste ancora molto forte la necessità di ironizzare sul tema. E, si sa, l’umorismo fa presa lì dove c’è qualcosa di inaccettabile. È anche questo il motivo per cui circolano informazioni sbagliate e fake news. La Giornata Mondiale dell’Orgasmo è l’occasione perfetta per dare voce a questo fenomeno troppo bistrattato.

La Giornata Mondiale dell’Orgasmo

Il 31 luglio è la Giornata Mondiale dell’Orgasmo, un’occasione per parlare di un argomento ancora molto scottante, in modo particolare nel nostro Paese. Donne e uomini, infatti, ancora oggi vivono l’apice del piacere sessuale con ansia e insoddisfazione. Ciò è dovuto sia alla scarsa conoscenza della propria intimità e del proprio corpo, sia a laconiche e frammentare informazioni circa il fenomeno in sé per sé.
Secondo Alessandra Graziottin, ginecologa, sessuologa e psicoterapeuta, solo il 48% delle donne prova un orgasmo vaginale durante il corso di un rapporto sessuale. Si chiama Anorgasmia ed è spesso la conseguenza della rapidità con cui si conclude il rapporto stesso: la donna, cioè, non ha il tempo materiale di sintonizzarsi e viversi il momento di intimità. L’orgasmo femminile, insomma, è un fenomeno complesso, che non può ridursi ad una breve stimolazione tattile. Esso, al contrario, può configurarsi come una ricerca di se stesse nell’altro; esplorare le lande sconosciute del sesso in una danza perfettamente sincronica con l’altro.
Ma non sempre ciò avviene: il sesso, spesso, si riduce ad un esercizio di accoppiamento per dar sfogo a qualche pulsione che scalpita, e nient’altro. Questo si traduce in orgasmi potenzialmente fiacchi e di scarso piacere (per gli uomini) o totalmente assenti per le donne.

Allenare l’orgasmo: il fitness del piacere

Come i muscoli del nostro corpo possono essere allenati per migliorarne le performance, anche l’orgasmo può giovare del fitness. Esistono molti esercizi fisici che supportano e aiutano nella ricerca dell’orgasmo, o nella sua intensificazione. Ma il nucleo centrale dell’apice del piacere sessuale è e resterà sempre la mente. A causa di pregiudizi, esperienze ed un tipo di educazione limitante, l’orgasmo è privato del suo diritto di esistere.
Nell’orgasmo fisiologico, caratterizzato da spasmi muscolari e variazioni momentanee degli indici corporei, sono comprese ben 30 aree cerebrali, eppure molte persone non lo provano, in modo particolare donne. L’orgasmo è un riflesso fisiologico, sì, ma ha anche un corrispettivo mentale.
Molte donne giungono a consultazione psicosessuale proprio a causa dell’anorgasmia, l’incapacità di provare orgasmi. Questa condizione può derivare da molti fattori: patologie organiche, abuso di sostanze e consumo di alcol, ad esempio, ma quando nessuna condizione fisica sussiste, allora è il caso di scomodare la mente. L’educazione ricevuta, esperienze di abusi, stati depressivi e fattori psicosociali hanno una grande influenza sulla capacità di sperimentare l’orgasmo, in modo particolare da parte delle donne.

L’orgasmo solitario e il culto del sé

Oggigiorno si è molto concentrati sull’individualità: mettere se stessi al centro, smettere di considerare l’altro, allontanarsi da tutto ciò che potenzialmente potrebbe essere dannoso, anche lontanamente…insomma, si promuove una psicologia di sé. Ciò, ai suoi estremi, porta a considerare l’altra persona come un’estensione di sé, uno specchio attraverso cui guardarsi, come se fosse nient’altro che un oggetto. Uno specchietto portatile. Si perde la voglia di andare alla ricerca dell’altro. Ciò che manca è la comunicazione.
Comunicare significa andare alla ricerca dell’altro diversi da sé, scoprirne le fantasie, le fragilità e le passioni. Solo questa voglia, sorretta dalla genuina motivazione a farlo, può gettare le basi per un contatto corporeo soddisfacente, con sé e con il partner.

"L’esperienza del contatto dei corpi è per certi aspetti più importante e necessaria dell’esperienza del nutrirsi. Le sensazioni tattili, olfattive ed epidermiche, che il corpo della persona amata riesce a trasmetterci, rappresentano delle modalità essenziali per conoscere e amare l’altro in modo profondo. Facendoci strada nella fisicità dell’amato, noi cerchiamo di capire il suo mistero, di svelare i suoi segreti, alzando tutti i veli, l’uno dopo l’altro".
A. Carotenuto, Il Gioco delle Passioni

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