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Come motivarsi a fare attività fisica: districarsi tra palestre e guru del fitness

Fare sport è utile e salutare, ma allora perché non siamo tutti ultra-sportivi? Lo sport, o meglio, il movimento fisico, è un universo complesso che ha poco di fisico e molto di psicologico. Motivarsi a fare attività fisica non è semplice, perché lo stai facendo nel modo sbagliato! In questo articolo sfaterò alcuni miti sullo sport e di darò degli strumenti necessari per accendere la motivazione all’esercizio fisico. Quindi, se non hai intenzione di iniziare ad amare lo sport, non proseguire nella lettura!

Ma quali endorfine? Lo sport mi distrugge!

Hai mai sentito dire che lo sport rende felici? Che fa sì che il corpo produca delle sostanze che ti fanno stare bene? E hai mai verificato quanto ciò non è assolutamente vero? Ci sono persone, tra cui forse tu, che quando fanno sport stanno solo male: esercizi all’insegna della noia e del dolore. Questo non è l’ideale per motivarsi a fare attività fisica.
Devi sapere che le endorfine, quelle sostanze che ti fanno stare bene e la tanto decantata euforia da sport, non derivano dall’esercizio fisico, ma dalla costanza nel metterlo in pratica. Le sostane benefiche che fanno provare piacere nell’esercitarsi non emergono automaticamente quando esegui un esercizio, ma vengono prodotte quando esegui un esercizio moderatamente difficile, che ti metta alla prova per un determinato arco di tempo, che generalmente è di 20 minuti.
Le aree del cervello, come l’amigdala e la corteccia prefrontale, sono molto sensibili all’esercizio fisico, ma solo se questo viene svolto per un certo tempo e con una certa costanza.

Esercizio fisico o benzodiazepine?

Le sostanze benefiche prodotte da un corpo che si allena con costanza, forniscono un senso di appagamento e sono anche un modo per combattere ansia e depressione. Al contrario, l’assenza di esercizio fisico non permette la produzione di tali sostanze, portando l’ansia ad aumentare. È per questo che chi si allena, anche moderatamente, gode di un umore nettamente più alto di chi vive una vita sedentaria. Questo dovrebbe essere già sufficiente per motivarsi a fare attività fisica, ma andiamo più a fondo.
Quando le sostanze del benessere vengono prodotte, si riduce lo stato tensivo e lo sforzo fisico viene percepito con minore dolore e più appagamento. Insomma, c’è più tolleranza al dolore e più “piacere nel dolore dell’esercizio”.
Questo ha i suoi effetti nella vita quotidiana, anche oltre l’allenamento in sé: si vive con minor tensione e ansia nettamente ridotta, anche le situazioni di maggiore difficoltà.
Ti basti sapere che fare 30 minuti di esercizio fisico al giorno è l’equivalente delle benzodiazepine, un farmaco che contrasta l’ansia.

Motivarsi a fare attività fisica: il mito della zona di comfort

L’esercizio fisico ti fa uscire dalla tua zona di comfort, e questo non è un gran piacere. Non piace a nessuno uscire dal proprio guscio e sentirsi in difetto, impacciato, imbarazzato o impaurito. È per questo motivo che non bisogna lanciarsi a capofitto in un’attività nuova se non se ne ha voglia o se la si teme. Non è necessario rompere le barriere in modo violento. Bisogna fare un passo per volta, meglio se piccolino.
L’esercizio fisico sfrutta il sistema di ricompensa del cervello per aumentare il benessere. All’inizio non lo si ama, ma poi dopo diventa un piacere, che man mano aumenta. È per questo motivo che bisogna fare un piccolo passo per volta, iniziare un allenamento dolce, per arrivare ad un esercizio moderato, senza enormi sacrifici. Al contrario delle sostanze stupefacenti, che all’inizio danno piacere e dopo diventano tossiche, lo sport fatto in modo sano all’inizio “fa male”, ma col tempo diventa sempre più piacevole. Provare per credere.

Non fai un favore a qualcuno

L’esercizio fisico è visto spesso come un sacrificio da fare per stare in salute e per essere piacenti. Molte persone, però, fanno sport legando le motivazioni a qualcosa di esterno: voler essere belli, voler essere guardati, apparire con un fisico mozzafiato, essere muscolosi per partecipare a competizioni sportive o sociali…tutte queste motivazioni generano un enorme stress, perché la motivazione è esterna. Tutto il lavoraccio viene fatto solo ed esclusivamente per gli altri. E se la motivazione è esterna, non avrà una vita lunga. Tu perché lo fai, perché vuoi farlo? Chiediti questo e sii onesto, prima di tutto.

Motivarsi a fare attività fisica: non iscriverti in palestra

L’esercizio fisico è un impegno con se stessi, non con la palestra. Per fare sport non bisogna necessariamente fare un abbonamento in palestra o seguire con puntualità le lezioni di questo o di quell’altro guru del fitness su internet. Se non ti piace, non prendere questi impegni.
Il movimento è una cosa soggettiva, lo sport non è un obbligo. Se non ti piace andare in palestra, se ti annoia usare gli attrezzi, non andarci! La cosa importante è fare esercizio, in qualunque modo tu lo faccia. Esci a piedi, prendi i mezzi pubblici, cammina, fai le pulizie in casa, alzati presto. Sono molte le strategie per fare movimento (se vuoi conoscerne altre e vuoi un parere per iniziare il tuo progetto, contattami).

Non fissare obiettivi

Non esiste un percorso preciso di allenamento, a meno che tu non voglia arrivare alle Olimpiadi, ma se così fosse non saresti qui a leggere questo articolo. Gli obiettivi a lungo termine sono il miglior modo per non raggiungerli. Gli scopi della vita sono il motore che muove all’azione, ma fissarne di grossi, e troppo a lungo, sortisce l’effetto contrario! Per motivarsi a fare attività fisica si ha bisogno di salire un gradino per volta. Fissa un piccolo obiettivo e breve termine, che puoi controllare e, una volta raggiunto, fissane un altro. Non cadere nel vortice dei grossi obiettivi, perché tanto non li raggiungerai mai e non farai altro che sabotare te stesso!

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© Psicologia nella Rete di Gabriele Vittorio Di Maio Cucitro. All Rights Reserved.

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