Emozioni e Social Media: il caso di Twitter

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Nell’era dei social media, anche la scienza si è adeguata e recenti studi stanno nascendo tra i meandri infiniti delle piattaforme online.
Su internet ci sono le persone, e le persone hanno un vissuto e delle emozioni.
Cosa succede quando le emozioni vengono condivise online?
In questo post parleremo delle emozioni degli utenti di Twitter, domandandoci se e come le emozioni variano dopo essere state twittate.

Che cos’è Twitter e come funziona

Twitter è una realtà che oggi riguarda molte persone. Sono in tanti ad essere iscritti a questa piattaforma di microblogging: celebrità, politici e testate giornalistiche lo usano per divulgare notizie e pensieri in modo pratico e veloce.
Se vuoi conoscere lo stato di una faccenda, o l’argomento trend del momento, basta aprire Twitter e dare uno sguardo alle tendenze. È una finestra sul mondo e sull’attualità, ma questo non impedisce anche ad una gran fetta di persone comuni di usarlo ad un livello personale: sono molti, infatti, i singoli individui che usano Twitter per fare la cronaca della propria vita e delle proprie attività.
Lo si usa per raccontarsi, raccontare e confrontarsi con un vasto pubblico (anche io lo uso, il mio account è @LoPsihologo :)), ma anche per odiare ed esprimere quelle opinioni malsane che nella vita quotidiana non si ha il coraggio di fare.
Molto c’è, quindi, dell’individualitá di ognuno.

Verbalizzare le emozioni su Twitter: perché fa bene

È ormai largamente risaputo, sia in ambito quotidiano che nell’ambito specifico delle psicoterapie, che verbalizzare le emozioni è un fatto positivo. Dire come ti senti, dare un nome alle emozioni, sia positive che negative, aiuta a comprenderle ed elaborare. Si chiama verbalizzazione emotiva e serve a regolare le emozioni e ridurre l’impatto di quelle negative.
Qualche tempo fa poteva essere fatta servendosi di un diario personale, mettendo tra le sue pagine, nero su bianco, le proprie emozioni. Oggi è possibile farlo anche tramite i social media e social network e Twitter ne è l’esempio: una piattaforma su cui è possibile depositare il proprio pensiero, in un numero ristretto di caratteri, quindi in modo diretto ed istantaneo, e lasciarlo sotto gli occhi di tutti.
Twitter diventa spesso un diario emotivo, in cui annotare i propri stati affettivi e condividerli con gli altri.

Le emozioni sui social media: il caso di Twitter

Diversi studi sono stati svolti ed attualmente vengono ancora portati avanti circa le emozioni sui social network e social media. Uno studio pubblicato su Nature Human Behavior (,Fan, R., Varol, O., Varamesh, A., Barron, A., van de Leemput, I. A., Scheffer, M., & Bollen, J., 2018), ad esempio, ha studiato l’evoluzione temporale dei contenuti a sfondo emotivo di 74487 utenti su Twitter. Come ha fatto? Ha analizzato i tweet contenenti le parole magiche riferite alle emozioni presenti nei tweet, quelle, cioè, usate per descrivere le emozioni, gli stati affettivi e le esperienze emotive.

Con una attenta analisi delle situazioni che si sviluppavano intorno ai tweet degli utenti, i ricercatori si sono chiesti se questo cambiasse la valutazione emotiva personale degli eventi e se le emozioni negative potessero attenuarsi dopo essere state verbalizzate (cioè twittate).

Le emozioni negative possono essere attenuate verbalizzandole online così come accade nella vita quotidiana? Cosa succede prima, durante e dopo aver lanciato un Tweet emotivo?

Attenuare le emozioni negative: i risultati

I risultati dello studio hanno evidenziato come la situazione emotiva personale degli utenti del social cambiasse notevolmente prima e dopo aver lanciato in rete il tweet.
Subito prima e immediatamente dopo aver scritto il tweet le emozioni associate, sia positive che negative, subivano un’impennata, si amplificavano per i minuti immediatamente successivi. In particolare, dopo aver scritto un tweet con un’emozione negativa associata, la situazione emotiva sembrava regolata, rientrare cioè in una certa normalità: l’emozione negativa associata tendeva a scemare, ad attenuarsi. I tweet successivi, infatti, mostravano una attivazione emotiva standard, nè eccessiva, né negativa.

Più precisamente, le emozioni, positive e negative, restavano attive rispettivamente 1.25 ore e 1.5 ore dopo essere state twittate.
Questi risultati lasciano concludere che verbalizzare le emozioni su twitter ne favorisce la regolazione e ne attenua gli effetti negativi.

Emozioni e social media: i limiti dello studio

Ovviamente, trattandosi di uno studio condotto esclusivamente online, senza cioè conoscere personalmente le persone prese in esame e senza poterne valutare i tratti di personalità, né nessun elemento associato, i limiti sono enormi. Primo fra tutti, è la tendenza degli utenti dei social network a dissimulare le emozioni.
Sulle piattaforme social è molto frequente, infatti, la tendenza degli utenti a voler dare un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà, ma solo ad un desiderio di apparire diversi da come si è, per sembrare migliori (o peggiori) agli occhi altrui.

E tu come usi i social network? Condividi le tue emozioni online con gli altri utenti?

Fonte: Fan, R., Varol, O., Varamesh, A., Barron, A., van de Leemput, I. A., Scheffer, M., & Bollen, J. (2018). The minute-scale dynamics of online emotions reveal the effects of affect labeling. Nature Human Behaviour, 1. doi.org/10.1038/s41562-018-0490-5

Author: GabrieleVittorio

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