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Le emozioni sono fondamentali per l’essere umano. A dispetto di tutto ciò che se ne possa dire, esse guidano gran parte dell’esistenza di ognuno di noi. Ci spingono a compiere azioni, ad avvicinarci o ad allontanarci da determinate situazioni. Influiscono in ogni ambito della nostra vita.
Il momento delicato che stiamo vivendo legato al Coronavirus (Covid-19) e all’isolamento forzato impatta sulle nostre emozioni in modo importante.
Quali sono le conseguenze psicologiche del Coronavirus? Come influenza la nostra mente?

La paura: da emozione primaria a stato permanente

L’emozione che emerge maggiormente in questo momento della vita è la paura. Essa è un’emozione primaria, che sin dalle nostre origini ci guida nelle situazioni di difficoltà. La sua funzione è, infatti, quella di preservarci e farci agire nei modi che assicurino la nostra sopravvivenza. Senza la paura non riusciremmo a sopravvivere, perché saremmo vittime delle situazioni e dei “predatori”. La paura, però, è un’emozione breve, che resta lì solo per il tempo necessario a compiere il suo dovere. Poi va via.
Quando invece succede, come in questo momento, che la paura è forte e si prolunga per un periodo di tempo esteso, si avranno delle conseguenze importanti: livelli di ansia e di panico molto forti che avranno un impatto devastante sulla vita.
Non è nella nostra natura subire così a lungo situazioni altamente stressanti; la paura è fatta per portare ad azioni immediate, nel breve tempo: attacco o fuga.
Quali sono, dunque, le situazioni problematiche che potrebbero svilupparsi in seguito ad uno stress così forte e prolungato? Quanto possono essere grandi le conseguenze psicologiche del Coronavirus?

Le conseguenze psicologiche del Coronavirus: Ipocondria

Pensare in modo molto frequente di essersi ammalati o di poter contrarre patologie. È, in breve, la tendenza a preoccuparsi eccessivamente del proprio stato di salute.
In questo momento particolare, in cui c’è la paura di essere contagiati e contrarre il Coronavirus, emerge molto forte l’attenzione a ciò che si tocca, alle persone e alle cose con cui si interagisce. Questa paura porta a pensieri negativi e a condotte di evitamento nei confronto di persone e cose che ora portano a sensazioni spiacevoli e dopo, quando ci si reinserirà nel mondo, diventeranno un grande ostacolo alla socialità e alla conduzione di una vita serena. 

Disturbo Ossessivo-Compulsivo

La persona si sente “obbligata” a compiere delle azioni come lavarsi le mani, controllare gli oggetti, pulire, mettere in ordine…più volte al giorno, spesso in modo invasivo e limitante, che limita, cioè, la conduzione di una vita serena.
Le ossessioni alleviano le emozioni negative: chi ne è vittima lo fa per liberarsi dai pensieri intrusivi e fastidiosi e diventa dipendente dalle sue stesse azioni.
Questo disturbo può nascere (o diventare più acuto, in chi già ne soffre) con la paura che accompagna il possibile contagio da Coronavirus e può cronicizzarsi, cioè restare per tutto l’arco della vita di una persona. Le conseguenze psicologiche del Coronavirus possono limitare fortemente la vita delle persone ed ostacolarne la piena realizzazione.

Odio e Intolleranza

L’intolleranza risponde al bisogno umano di trovare sempre un “colpevole” per tutte le cose negative che accadono. In questo momento in cui c’è un virus che si propaga “a causa” di chi, incivilmente ed irresponsabilmente, contagia le altre persone, il terreno è fertile per accendere nella mente delle persone la miccia dell’odio.
L’odio inteso come rifiuto e invettiva contro i “colpevoli” del contagio si trasferisce facilmente nell’odio e nell’intolleranza verso chiunque possa essere “colpevole” di qualunque cosa.
Diventa una condotta abituale, uno stile di vita usato negli ambiti più disparati.
Ecco spiegato il fenomeno che riguarda quelle persone che, in momenti come questo, anziché trovare unione e collaborazione con gli altri, finiscono col trascorrere tutto il giorno sui social ad infastidire e rendere la vita difficile agli altri. Potrà sembrare assurdo, ma tra le conseguenze psicologiche del Coronavirus non c’è necessariamente la coesione sociale, ma la potenziale distruzione dei legami.

Conoscere e gestire le emozioni nel modo corretto

Come si fa a non farsi travolgere dalle emozioni e a non sviluppare condotte deleterie per sé e per gli altri?

  • Capire quali sono le cose che si stanno facendo spinti dalle emozioni e cosa, invece, è mosso da giuste ragioni, come ad esempio le indicazioni del Governo ed i suggerimenti degli esperti della salute.
  • Far caso alle fonti da cui si accede alle notizie di cronaca: chi sta parlando? Chi diffonde la notizia? A che titolo parla? Come comunica?
  • Evitare di voler sapere tutto sul Covid-19, quindi evitare di essere continuamente connessi e tenere la tv accesa su ogni programma che tratti l’argomento.
  • Non affidarsi a personaggi che non hanno titoli per parlare, né competenze per prendersi cura della salute degli altri. No a consulenti e coach improvvisati.
  • Evitare che la distanza fisica diventi anche distanza emotiva ed affettiva: continuare a coltivare i propri rapporti, anche da lontano.
  • Aumentare il senso di sicurezza, dando uno spazio alle emozioni e ai pensieri, in cui potersi esprimere, mettendosi in contatto con un professionista della salute e del benessere che potrà accompagnarvi verso uno stato di maggiore serenità e adattamento. 

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