Perché crediamo alle fake news?

perché crediamo alle fake news
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Le informazioni false, le cosiddette Fake News, su internet si diffondono più rapidamente delle notizie vere. Le informazioni false sugli argomenti scientifici sono le più gettonate. Ma cosa ci mette in condizione di credere facilmente a cose totalmente false? Perché crediamo alle fake news? Quali sono i meccanismi psicologici che ci spingono a crearci false credenze?

Fake News: perché ci crediamo?

Prendiamo ad esempio l’informazione i vaccini sovrastimolano il sistema immunitario. È un’affermazione incompleta e sbagliata.
Immaginate di leggerla su Facebook o su Twitter: probabilmente passereste oltre, senza darle molto peso. Così come è formulata, non si fisserebbe nella vostra memoria.
Proviamo a cambiare il tono dell’affermazione:
ogni volta che fate fare a vostro figlio uno dei tanti vaccini che dicono essere necessari, il suo sistema immunitario scatena tanti anticorpi pronti ad attaccare e distruggere la sua salute.
Il senso è lo stesso della frase precedente, ma qualcosa è cambiato: le parole sono più esplicative ed hanno un tono molto emotivo. L’idea che passa è che siamo costretti a far vaccinare i bambini, e che dopo il vaccino il loro sistema immunitario “impazzisce”, attacca e distrugge.
Una frase simile fa nascere il dubbio: farò bene a far vaccinare mio figlio?

Devo vaccinare mio figlio? Il ruolo delle emozioni

La ricerca scientifica dimostra che suscitare emozioni, in modo particolare rabbia e paura, aumenta le probabilità che una notizia falsa venga presa per vera, ricordata e condivisa con gli altri.
Le persone, infatti, fanno dipendere il loro giudizio sulle cose non solo da ciò che pensano di esse, ma anche e soprattutto basandosi su come si sentono al riguardo.
Un fattore che determina l’impatto che una notizia ha sulle nostre decisioni, riguarda le emozioni che suscita in noi la prima volta che ne veniamo a conoscenza.
Semplificando al massimo il funzionamento del cervello, possiamo dire che esso è composto da due sistemi: uno lento ed uno veloce.
Il sistema veloce, che si basa sulle strutture più ancestrali del cervello, come il sistema limbico, adotta delle scorciatoie che facilitano la presa di decisione, rendendola più rapida. Questo sistema, però, è anche molto sensibile alle emozioni di base come ad esempio la paura, la rabbia, la felicità, il disgusto e la tristezza.
Il sistema lento, invece, si basa sulla corteccia prefrontale, che usa i dati concreti, quindi l’esperienza e la razionalità per prendere decisioni.
I due sistemi, quello veloce e quello lento, si inibiscono a vicenda.

Pensieri lenti e pensieri veloci: come funziona il cervello

Quando si provano forti emozioni, collegate alla corteccia limbica, questa può inibire quella prefrontale, e quindi sopprimere la razionalità.
La corteccia prefrontale, invece, che è la sede della ragione, può prendere il controllo sulle emozioni e farci propendere verso scelte più ponderate.
Ecco perché le emozioni giocano un ruolo così importante.
Quando i neogenitori leggono informazioni piene di emotività, dovrebbero fermarsi a respirare e riflettere, per non divenire preda delle emozioni circa la salute del proprio bambino. Dovrebbero far prevalere la corteccia prefrontale, quella razionale, e chiedersi, prima di preoccuparsi, quali siano le fonti a supporto di tali affermazioni.
Ma ovviamente non è facile non lasciarsi influenzare da certe affermazioni emotive ed allarmistiche. La maggior parte delle volte, infatti, i neogenitori del nostro esempio che leggono una notizia simile, cliccano sul post e si ritrovano davanti a tantissimi commenti che la confermano. Probabilmente tante persone, sotto quella discussione, si sono confrontate ed hanno esternato le proprie paure circa la salute dei figli, dando origine ad un vortice emotivo che risucchia tutti. Anche se il post viene chiuso e ci si allontana dallo smartphone, ormai il danno interiore è fatto.

Perché crediamo alle fake news? Come combatterle?

Come si può fare per evitare di cadere vittime del primo impatto emotivo di una notizia falsa?
In quanto persone singole, dobbiamo diventare consapevoli di quali cose possono emotivamente colpirci ed eventualmente destabilizzarci. Quando leggiamo una notizia emotivamente rilevante, fermiamoci un attimo, mettiamo il cervello in pausa e diamoci del tempo prima di valutarla.
Rendersi consapevoli del proprio stato emotivo è molto difficile, ma non impossibile. È il primo passo verso una maggiore consapevolezza decisionale.

Riconoscere le fake news: i 3 principi fondamentali


A livello collettivo, invece, è importante aiutare anche gli altri ad affrontare e combattere il fenomeno delle fake news, in modo particolare quelle che riguardano l’ambito scientifico e della salute.
La cosa più importante è fornire informazioni correttive. Fornire la versione dei fatti che maggiormente si attiene alla verità: dati, statistiche, evidenze e tutto ciò che possa aiutare gli altri a capire che quella è una notizia falsa.
Le informazioni correttive, per essere efficaci, devono rispettare alcuni criteri:

  • Devono essere fornite nel minor tempo possibile, per evitare che la notizia in questione raccolga consensi e testimonianze non corrispondenti alla realtà.
  • È preferibile pubblicarle/postarle sulla stessa piattaforma su cui è apparsa la notizia falsa, per meglio contrastarne la forza.
  • Le informazioni fornite devono essere chiare e semplici da capire per chiunque.

Perché crediamo alle fake news: le neuroscienze ci aiutano

Grazie agli studi di neuroscienze sappiamo che la memoria a breve termine è più malleabile di quella a lungo termine. Questo vuol dire che è più facile contrastare un’informazione appena recepita piuttosto che combattere contro una che ormai è andata a fissarsi in memoria.

Qual è la tua preferita, tra tutte le fake news lette sui social? Seguimi sui miei social e fammelo sapere!

Author: GabrieleVittorio

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