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gabriele vittorio

Disney censura Dumbo, Peter Pan e gli Aristogatti

La Disney ha stabilito un limite di età per alcune delle sue pietre miliari: Dumbo, gli Aristogatti e Peter Pan diverranno vietati ai minori di 7 anni.

Disney censura Dumbo, Peter Pan e gli Aristogatti

Scatta il bollino rosso per alcuni dei film cult della Disney. Era già successo col film Lilly e il Vagabondo, che si era visto tagliare dalle scene i gatti siamesi.
Il colosso non ha però depennato questi film dalla lista di Disney +, ma ha applicato un limite di età. Il motivo? Troppi elementi disturbanti, il messaggio esatto è il seguente: “Questo programma include rappresentazioni negative e/o denigra popolazione e culture. Questi stereotipi erano sbagliati allora e lo sono ancora. Piuttosto che rimuovere questo contenuto, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo”.

Razzismo e messaggi non inclusivi nei cartoni Disney

Il problema è, dunque, nei messaggi razzisti e poco inclusivi veicolati dai suddetti cartoni. In particolare, il cartone di Dumbo conterrebbe una canzone irrispettosa nei confronti degli schiavi afroamericani, Peter Pan, invece, è colpevole di appellare come “Pellirosse” la Tribù di Giglio Tigrato e tra i personaggi degli Aristogatti è presente Shun Gon, il gatto asiatico dai denti sporgenti e gli occhi a mandorla, divertente poiché ha un marcato accento cinese e suona il piano con le bacchette.

I racconti per l’infanzia come percorso dell’inconscio

Le favole e le fiabe, anche se molto amate dai bambini, non sempre nascono con lo scopo primario di allietare i loro sogni. Sono spesso il frutto di racconti popolari, a volte dalle tinte oscure, riadattate nei secoli dei secoli, fino ai giorni nostri. È così che maghi, folletti, streghe, eroi ed eroine, seppur con le sembianze di simpatici animaletti, sono in realtà portatori di messaggi culturali, sociali e psicologici spesso gravosi.
Le fiabe rappresentano anche l’evoluzione psichica del soggetto: in un’ottica psicoanalitica, esse rappresentano gli archetipi inconsci e le esperienze interiori. Le istanze interne dell’Es, Io e Super-io, attraverso le narrazioni fantastiche, evolvono lungo il loro sviluppo naturale, accompagnando quello del bambino. È così che l’infante, attraverso il racconto, che favorisce il rispecchiamento e la metacognizione, percorre le tappe delle sue istanze psichiche.

Il politically correct nelle fiabe

L’interiorizzazione dei genitori, l’espressione emotiva, come anche la psicopatologia, trova espressività attraverso le dinamiche fiabesche. Il bambino nella fiaba, esattamente come nel sogno, sperimenta la forza creativa e distruttiva degli archetipi inconsci.
In un sistema così complesso, trova ragione d’esistere la matrigna cattiva, il padre trascurante, il drago persecutore, l’abbandono, l’amico che supporta e ristora, la fatina che interviene e cambia le carte in tavola e, perché no, il gatto siamese con gli occhi a mandorla. Vista in quest’ottica, il politically correct applicato alle storie per l’infanzia, non ha alcun senso.

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© Psicologia nella Rete di Gabriele Vittorio Di Maio Cucitro. All Rights Reserved.

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