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gabriele vittorio

Perché LOL fa ridere: un'analisi psicologica

È il programma del momento: fa impazzire il popolo dei social, che si divide tra chi è rimasto incollato al monitor per tutto il tempo e chi non vi trova nulla di particolarmente divertente.
Ma perché LOL fa ridere così tanto? È davvero comico o c’è di più? Indaghiamo le motivazioni profonde, addentrandoci nella Psicologia di un programma che di comico ha ben poco.

 

LOL: chi ride è fuori

LOL è una nuova serie di Prime Video che sta facendo molto parlare di sé: i social sono letteralmente impazziti.
Come funziona? Dieci concorrenti, dieci persone messe tutte insieme in un teatro, costrette e restarvi per sei ore. Lo scopo di ognuno è far ridere gli altri. Il programma si chiama LOL: chi ride è fuori, poiché la sfida è proprio questa: cercare di far ridere gli altri concorrenti, eliminandoli così uno ad uno. Chi cede al riso viene ammonito e poi squalificato, finché non ne resterà uno solo, il più forte, colui o colei che non ha riso.
La struttura del programma è questa, molto semplice.
Ma perché LOL fa ridere? Dietro le quinte Fedez e Mara Maionchi, che osservano i partecipanti, commentano e vigilano attentamente sulle risate ed interrompono il programma se qualcuno ride, irrompendo nella stanza dei giochi.
I concorrenti sono Frank Matano, Elio, Katia Follesa, Luca Ravenna, Caterina Guzzanti, Fru, Pintus, Ciro (The Jackal), Michela Giraud.

Perché LOL fa ridere?

La sfida è, quindi, riuscire a non ridere. Ma questo non riguarda solo i 10 concorrenti del programma, bensì anche gli spettatori: uno degli effetti più evidenti è proprio quello di portare lo spettatore medio a identificarsi, a sentirsi lì con loro, chiuso in quel teatro con i comici che provano a non ridere delle battute l’uno dell’altro. Il clima è amichevole ed una sana complicità pervade le relazioni dei concorrenti, spingendo sull’acceleratore emotivo dello spettatore, che è portato inconsciamente a pensare “Vorrei essere lì con loro”.

I meccanismi psicologici della risata

L’efficacia di LOL si deve a diversi fattori, primo tra tutti il meccanismo ancestrale e naturale del mondo: la risata ed il provare a trattenerla. Guardare qualcuno che prova a non ridere, fa ridere. È come dire a qualcuno “non pensare all’elefante rosa”. Qual è la prima immagine che si visualizza nella propria mente? Proprio l’elefante rosa. Quindi pensare che non bisogna ridere, fa effettivamente ridere. Inoltre, guardare qualcuno che cerca di non ridere è una delle cose più divertenti al mondo, che inevitabilmente strappa una risata.
Per capire perché LOL fa ridere, bisogna precisare che i concorrenti si sfidano tra loro facendo battute, raccontando barzellette, gag, siparietti, usando i travestimenti più svariati cercando da un lato di non ridere e dall’altro di far ridere i compagni. La cosa più divertente di tutto questo non sono le battute in sé, ma gli stessi tentativi di strappare una risata all’altro.
Ma molte persone non lo sanno, e credono di star ridendo per la battuta fatta dal concorrente in questione.
La stessa battuta, però, fatta in un contesto diverso, probabilmente non avrebbe lo stesso successo.

Perché LOL non fa ridere?

Il programma LOL è pieno di battute e siparietti, molti dei quali non sono affatto divertenti in sé per sé. Non sono i contenuti, infatti, ad essere al centro, ma le dinamiche che si innescano.
Certamente alcune cose sono obiettivamente comiche, come ad esempio Elio che entra in scena vestito da Gioconda o che balla il tip tap, o qualche siparietto di Lillo, ma il vero fulcro del programma non sono i contenuti comici di qualità. È l’identificazione degli spettatori la chiave del successo. Perché LOL fa ridere, in realtà? Quali sono i motivi profondi?
Ogni persona che guarda si ritrova a desiderare di essere lì con i concorrenti, a volerli sfidare personalmente a non ridere o a scoppiare a ridere insieme a loro. È così che si riesce a far ridere con qualcosa che, in un altro contesto, forse non farebbe ridere nessuno.

Perché LOL ha conquistato il popolo dei social?

I social sono invasi da post divertenti, meme e modi di dire generati dalle interazioni tra i concorrenti di LOL. Una di queste è l’ormai famosa “hai cagato?”, espressione colorita utilizzata da uno dei 10 protagonisti che ha fatto letteralmente ribaltare dalle risate gli spettatori, che continuano ad usarla per i loro Tweet e post sulle diverse piattaforme social.
Il programma LOL ha coinvolto parecchie persone, di diverse età e dai gusti più disparati, ma colpisce in modo mirato una bolla di utenti ben specifica: quella già dedita alla fruizione di programmi del settore, quella categoria di utenti che usa i social per commentare ciò che guarda (in modo particolare reality e talent show) e chi rientra tra i seguaci di personaggi del web come Fedez.

Perché LOL fa ridere

Il fatto che alla conduzione vi sia proprio Fedez (affiancato da Mara Maionchi, molto amata anche lei), infatti, allarga la platea e canalizza tutti i follower dell’influencer, appiccicandoli allo schermo.
Uno dei fenomeni di gruppo attualmente molto evidente è l’ossessione per gli influencer, personaggi web che si amano spesso fino al punto di condividerne ogni idea, ogni pensiero ed immedesimarsi totalmente in loro e nella loro vita. Si dipende da tutto ciò che essi fanno e ci si sveglia al mattino controllando, per prima cosa, se l’idolo in questione ha postato qualcosa. Seguire la vita degli influencer è diventato uno sport nazionale, probabilmente incoraggiato dal particolare periodo storico e sociale causato dalla pandemia, che ha generato incertezza e solitudine, sentimenti che hanno trovato una valvola di sfogo proprio nell’affidarsi a figure mitologiche del web e/o del mondo dello spettacolo. È così che vari personaggi del calibro di Fedez, Chiara Ferragni, Tommaso Zorzi (Grande Fratello e Isola dei Famosi), si fanno spazio nel cuore degli avventori dei social.

LOL e la psicologia di gruppo

Essere fan sfegatati di un influencer, quindi, porta anche ad apprezzare ogni cosa da lui/lei prodotta. E, probabilmente, è anche il caso di LOL: il fatto che alla conduzione vi sia Fedez, porta i suoi fan ad attaccarsi al monitor del pc per seguirne le vicende, anche se lui è osservatore esterno, moderatore e conduttore e non direttamente un partecipante. Per comprendere perché LOL fa ridere, bisogna considerare anche l’importanza dei fenomeni di gruppo. Abbiamo già visto come uno dei bisogni principali degli esseri umani è quello di appartenere ad un gruppo. L’appartenenza favorisce il rispecchiamento, l’accoglienza, soddisfa il bisogno di protezione ed è un modo attraverso il quale le persone riescono ad esprimersi. E se al gruppo piace LOL, anche il singolo tende a seguire la massa, per conformarsi ad essa.

Ed infine, ma non in ordine di importanza, il fattore distensione. In un periodo difficile come questo, tutto ciò che porti distensione e qualche minuto di ilarità lontano dai problemi, è ben accetto, anzi, può diventare una vera e propria dipendenza.  

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© Psicologia nella Rete di Gabriele Vittorio Di Maio Cucitro. All Rights Reserved.

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